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Scivolando sul filo dell’acqua

Circa 185 km di linee navigabili

Il grande Delta, con i suoi sette rami che tagliando la pianura padana polesana come una grande mano aperta, con le sue valli meravigliose e le sue bocche, si pone innanzi a noi come un vero e proprio paradiso in cui acqua e terra creano un sistema idroviario unico in Europa per estensione, fascino naturale e fruibilità.

Ecco che l’acqua diventa elemento dominante, sia visivamente che concettualmente. L’acqua si concede; e noi, avvalendoci di mezzi adeguati, possiamo partire alla scoperta del Grande Fiume.

Il nostro viaggio parte dal Po di Venezia, il maggiore dei rami del fiume Po , all’altezza della conca di navigazione di Volga Grimana maestoso manufatto che unisce il Delta al Po di Levante ed alla Litoranea Veneta, l’antica linea navigabile di Serenissima memoria che conduce a Venezia; da qui, lasciandoci trasportare dalla corrente ma facendo la giusta attenzione alla segnaletica fluviale, scendiamo il corso immersi in uno scenario fantastico. Una mescolanza di verde, dato dalla natura rigogliosa, e di azzurro, del quale si dipinge il fiume rispecchiando il cielo terso. Il ritmo è quello del Po. La tranquillità ci pervade.

Presto abbandoniamo il Po per addentrarci nel ramo del Po di Maistra, il ramo senile del grande fiume. Questo fu il ramo di maggiore portata fino alla fino alla fine del XVI sec., periodo in cui iniziò la sua trasformazione. Oggi l’acqua, drasticamente diminuita in portata, ha scoperto meandri, golene, lagune e valli incantevoli. Le fitta vegetazione avvolge nell’ombra la prima parte del fiume come un gigantesco ombrello naturale creando l’habitat ideale per centinaia di specie animalo. Tornando all’incile del fiume si percorre un breve tratto verso valle e si imbocca, sulla destra, il Po delle Tolle, ambiente questo caratterizzato dalla vegetazione tipica del canneto, arbusiva perlopiù. Ampie aree sabbiose e lagunari si colgono sulla sinistra. Una breve sosta per raccogliere alcune splendide conchiglie, un rinfrescante bagno nelle acque dell’Adriatico, e, perché no, uno strano pezzo di legno dalla forma scultorea che il mare ha deciso di donarci durante una delle sua burrasche.

Il pernottamento, all’ormeggio pubblico o privato in uno dei porti organizzati del Delta, ci offre il privilegio di essere svegliati dall’assordante canto delle centinaia specie di volatili autoctoni: aironi, svassi, tuffetti e molti altri.

Numerose sono le possibilità di muoversi in questo paradiso naturale , poiché sette sono i rami navigabili del Delta: mancano al nostro appello il Po di Levante caratterizzato dall’omonimo borgo di pescatori e dai porti turistici, il Po della Donzella (o di Gnocca), che si snoda tra i borghi di Ca’ Vendramin, Santa Giulia, Gorino, il Po di Goro, storica divisione tra le province di Rovigo e Ferrara , offi forte e sinuoso elemento d’unione tra i paesi fronte stani di Goro, Mesola, Ariano, S.Basilio.

Ma il nostro tempo è finito ed è ora di tornare alla base. Ma tornaremo per visitare ciò che non abbiamo potuto, e gustare ancora una volta la compagnia ed il ritmo delle placide acque del grande Fiume.

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